Contratti fermi da anni. Non si può più aspettare.
«La situazione nelle strutture della sanità privata e nelle RSA accreditate, aderenti ad ARIS e AIOP, ha superato il livello di guardia - dichiara Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FPL Veneto - Dopo anni di attese e di richieste rimaste senza risposte concrete, abbiamo deciso di attivare tutti gli strumenti di verifica previsti dalle norme. La tutela dei lavoratori e la qualità dell’assistenza ai cittadini vengono prima di tutto.»
Il Contratto Collettivo Nazionale della sanità privata è fermo da 8 anni, mentre il contratto specifico per le RSA è scaduto da 13 anni. Migliaia di lavoratrici, lavoratori e professionisti continuano ogni giorno a garantire un servizio essenziale, spesso rivolto alle persone più fragili, senza alcuna prospettiva di aggiornamento salariale o normativo. È inaccettabile che, mentre per la sanità pubblica è imminente l’avvio della trattativa 2025–2027, chi svolge lo stesso ruolo nel privato accreditato resti ancora senza risposte. La situazione contribuisce a profonde disuguaglianze retributive: per alcune figure, come gli infermieri, il divario può arrivare a circa 500 euro al mese, rendendo sempre meno attrattivo il lavoro nelle strutture accreditate e mettendo a rischio la qualità e la continuità dei servizi sanitari in Veneto. Perfino le segreterie AIOP delle Regioni Veneto, Alto Adige, Trentino e Friuli-Venezia Giulia hanno chiesto ad AIOP Nazionale di aprire subito il confronto con UIL, CISL e CGIL, sottolineando che non c’è più tempo. E' stata manifestata crescente preoccupazione per la fuga quotidiana di personale sanitario verso il pubblico, attratto dai concorsi, come quello previsto in Veneto per oltre 900 infermieri a breve, mettendo a rischio la capacità produttiva delle strutture accreditate. Per questo motivo, con note protocollate lo scorso 16 febbraio, le UIL FPL regionali, insieme a FP CGIL e CISL FP, hanno inviato richieste formali di ispezione alle strutture della sanità privata e alle RSA accreditate in tutto il Veneto. L’iniziativa si inserisce in un percorso di vigilanza e controllo promosso a livello nazionale. Le richieste di verifica sono state indirizzate agli SPISAL, ai SISP, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, ai NAS competenti per territorio e alla Regione Veneto, affinché vengano effettuati controlli puntuali e tempestivi. Nel dettaglio, le organizzazioni sindacali hanno chiesto verifiche su:- dotazioni organiche effettivamente presenti in servizio;
- correttezza degli inquadramenti contrattuali e coerenza delle mansioni svolte;
- utilizzo di personale in libera professione;
- rispetto dei requisiti di accreditamento;
- condizioni igienico-strutturali e applicazione delle norme di sicurezza.
«Non si tratta di un adempimento formale, ma di un’azione necessaria per garantire sicurezza, qualità assistenziale e rispetto delle regole. Il mancato rinnovo dei CCNL sta aggravando le criticità: stipendi fermi, carichi di lavoro in aumento e crescente difficoltà nel reperire personale. In queste condizioni aumenta il ricorso a personale esterno, con effetti sull’organizzazione del lavoro e sulla continuità assistenziale», dichiara Francesco Menegazzi, Segretario Regionale UIL FPL con delega alla Sanità.
Il ricorso strutturale a professionisti esterni e in libera professione rischia di incidere sulla continuità assistenziale e sul rispetto dei requisiti minimi previsti dalle normative regionali. A pagare il prezzo di questo stallo sono ogni giorno le lavoratrici e i lavoratori e, di riflesso, i cittadini che hanno diritto a servizi stabili e di qualità. Le organizzazioni sindacali hanno inoltre richiesto che gli esiti delle ispezioni vengano formalmente trasmesse, in un’ottica di trasparenza e responsabilità. In assenza di riscontri concreti, saranno attivate ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori e dell’utenza."Il rinnovo contrattuale deve ripartire subito – conclude Gottardi – è una questione di dignità del lavoro, qualità dei servizi e rispetto delle persone."
