Sanità veneta: il nuovo sistema informatico ospedaliero parte male a Verona. Serve un cambio di passo per l’intero Veneto.

Il collaudo del nuovo Sistema Informativo Ospedaliero (SIO) presso l’Azienda Ospedaliera di Verona non è un semplice episodio locale, ma un segnale d’allarme per l’intera sanità pubblica veneta. Parliamo di un progetto regionale, frutto di un appalto milionario, che coinvolgerà tutte le aziende sanitarie del Veneto. Il primo test, a Verona, ha messo in luce difficoltà e criticità che non possono essere sottovalutate.

«Il sistema informatico è la spina dorsale della sanità del futuro – afferma Stefano Gottardi, Segretario Generale UIL FPL Veneto – ma non possiamo permetterci di partire zoppi. Qui non si tratta solo di tecnologia: un sistema mal calibrato, lento o instabile significa rallentare cure, appesantire il lavoro di medici, infermieri e amministrativi, e mettere a rischio la qualità del servizio ai cittadini».

Nonostante l’impegno straordinario di operatori sanitari, tecnici e amministrativi – che hanno collaborato attivamente alla fase di avvio – i malfunzionamenti persistenti, la mancanza di assistenza tecnica adeguata e il sovraccarico di lavoro hanno generato stanchezza e frustrazione. «Il personale – continua Gottardi – ha messo professionalità e senso di responsabilità davanti a tutto. È giusto che questo impegno sia riconosciuto anche economicamente, e non solo a parole. Le promesse fatte, purtroppo, si sono scontrate con l’indifferenza della Regione Veneto».

Il collaudo ha riguardato solo una parte del sistema – l’area ambulatoriale – lasciando indietro settori cruciali come l’AMID e la Chirurgia Ambulatoriale Complessa, ancora bloccati da problemi tecnici. A settembre 2025 è previsto il rilascio di una nuova versione del SIO, che richiederà ancora una volta la collaborazione di molto personale per test e adattamenti.

«Questa può essere l’occasione per una vera svolta – sottolinea Gottardi –. Un sistema informatico moderno può semplificare la gestione delle cartelle cliniche, velocizzare la somministrazione dei farmaci e ridurre i tempi di attesa. Ma serve un prodotto stabile, sicuro e costruito ascoltando chi, ogni giorno, lavora in corsia e in ufficio».

Sul piano contrattuale, UIL FPL ricorda che il pagamento alla ditta è vincolato al collaudo e al pieno funzionamento: «Al momento, parliamo solo di un pagamento parziale, con penalità per le parti non funzionanti. Ma non basta: vogliamo garanzie precise su tempi, modalità e qualità dell’intervento».

Il messaggio alla politica è chiaro: «La Regione Veneto deve assumersi fino in fondo la responsabilità di governare questo cambiamento – conclude Gottardi –. Non basta comprare tecnologia: bisogna farla funzionare, formare il personale, garantire trasparenza e confronto con le rappresentanze sindacali. La sanità pubblica è un bene comune: investire bene oggi significa garantire domani cure più rapide, sicure e di qualità per tutti».

Continueremo a monitorare il progetto in tutte le aziende sanitarie del Veneto, difendendo i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e chiedendo che ogni innovazione sia davvero al servizio della salute dei cittadini, non un ulteriore ostacolo per chi ogni giorno la fa funzionare.