UIL FPL Veneto: “Medici stranieri? Serve attenzione. Ma il vero tema è valorizzare chi formiamo in Italia”
In merito alla proposta sperimentale e temporanea della Regione Veneto di assumere medici stranieri con titoli di studio non ancora riconosciuti in Italia, la UIL FPL Veneto non si dichiara contraria, ma invita alla massima cautela. “Comprendiamo l’emergenza e la necessità di soluzioni rapide per garantire la continuità dei servizi sanitari – afferma il Segretario Generale UIL FPL Veneto, Stefano Gottardi – ma non possiamo in alcun modo rinunciare a requisiti fondamentali di qualità e sicurezza. È indispensabile che i titoli di studio vengano verificati con rigore, così come la conoscenza della lingua italiana, perché la salute dei cittadini non può diventare oggetto di sperimentazioni superficiali. I servizi sanitari devono restare all’altezza delle legittime aspettative della popolazione.” Il quadro della crisi è confermato anche dal dr. Antonio Tocchio, Coordinatore regionale del settore dei Dirigenti Sanitari della UIL FPL Veneto: “Questa misura nasce dalla necessità di rispondere a una crisi sanitaria strutturale, con una carenza stimata in oltre 3.500 medici in Veneto. I Pronto Soccorso e il settore dell’Emergenza-Urgenza sono i più colpiti, con un livello di carenza che mette seriamente a rischio la continuità e la sicurezza dell’assistenza sanitaria. Un altro aspetto fondamentale è l’iscrizione all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che resta un requisito obbligatorio per poter esercitare nella sanità pubblica. L’Ordine svolge un ruolo determinante nella verifica dei titoli professionali, nell’accertamento dell’idoneità all’esercizio della professione, nel rispetto del Codice Deontologico, e nella tutela della salute pubblica attraverso il controllo della qualità e della correttezza dell’operato dei medici e odontoiatri.” Ma per la UIL FPL Veneto il problema principale è a monte. “Il vero paradosso – prosegue Gottardi – è che formiamo medici e professionisti sanitari di altissimo livello nelle nostre università, con soldi pubblici, e poi li perdiamo perché il sistema non offre loro condizioni di lavoro dignitose. Vanno all’estero in cerca di riconoscimento e di retribuzioni adeguate. Questo è un danno sociale gravissimo, che pesa sulle spalle di tutti i cittadini: investiamo in formazione, ma perdiamo le risorse umane più preziose. È ora che la politica apra finalmente gli occhi.” La proposta della UIL FPL è netta: “Serve una vera inversione di rotta. I medici, gli infermieri e tutti i professionisti della sanità formati in Italia devono essere retribuiti in modo adeguato, valorizzati e messi nelle condizioni di restare nel servizio pubblico. Basta con le dichiarazioni d’intenti: servono contratti seri, assunzioni stabili e retribuzioni all’altezza delle responsabilità enormi che questi lavoratori si assumono ogni giorno. Ce li dobbiamo tenere, non possiamo permetterci di perderli.” La UIL FPL Veneto continuerà a monitorare con attenzione la sperimentazione regionale, ponendo al centro la qualità dei servizi per i cittadini, la tutela dei lavoratori della sanità e la difesa del sistema sanitario pubblico.